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CRA MPF |
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Progetto "PARMA" Piante Alimentari, aRomatiche e Medicinali Alpine: una risorsa da valorizzare Progetto libero, chiamata 2004, cofinanziato dalla Provincia Autonoma di Trento |
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Aggiornamento: dicembre 2009
Il progetto PARMA è iniziato il 17 agosto 2004 ed è terminato il 14 agosto 2008.
Persone ed enti coinvolti
Carla Vender: coordinatore scientifico Fabrizio Scartezzini, Nicola Aiello e Pietro Fusani: collaboratori CRA - MPF, Villazzano di Trento
Matteo Komjanc: responsabile di ricerca Elena Zini: collaboratore Istituto Agrario di S. Michele all'Adige, Trento (IASMA)
Michele D’Ambrosio: responsabile di ricerca Petra Egger e Angela Mari: collaboratori Laboratorio di Chimica Bioorganica, Università degli Studi di Trento (BCLUT)
Motivazioni L'aumento di interesse verificatosi negli ultimi anni da parte dei consumatori del mondo sviluppato nei confronti dei prodotti naturali, ha comportato un incremento nella domanda di piante aromatiche e medicinali da parte dell'industria di trasformazione, tanto che l'OMS è preoccupata riguardo alla conservazione delle risorse naturali di queste piante da cui tuttora dipende la salute dell'80% della popolazione mondiale, soprattutto di quella residente nei paesi poveri.
Obbiettivi del progetto Lo scopo principale del progetto è stato quello di individuare la biodiversità naturale di alcune piante officinali del Trentino e di metterne a punto il potenziale utilizzo in base a metodi sostenibili. Salvaguardare le piante medicinali è molto importante perché esse contribuiscono al benessere delle popolazioni e svolgono un ruolo importante nella difesa della salute, nel sostentamento delle economie locali e nel mantenimento delle tradizioni culturali.
Specie oggetto di studio
Cicerbita alpina (L.) Wallr. I germogli di cicerbita violetta, nota anche come "insalata dell'orso", sono un cibo molto apprezzato in tutto il Trentino ed anche fuori provincia. A causa della raccolta eccessiva tuttavia, è una specie a rischio. L'ottenimento di seme germinabile e di popolazioni vigorose, permetterebbe la sua coltivazione e la salvaguardia delle popolazioni spontanee.
Cicerbita alpina
Centaurium erythraea Rafn C. erythraea è una piantina tipica delle scarpate argillose che una volta era molto diffusa in regione mentre ora è divenuta rara. Grazie al suo contenuto di principi amari, serve a preparare infusi e liquori. La ricerca si ripromette di individuare e riprodurre una popolazione che si presti alla coltivazione.
Centaurium erythraea
Euphrasia
rostkoviana Hayne L’eufrasia è una piantina tipica dei prati e dei pascoli magri. Nella medicina popolare veniva usata per il ”mal d’occhi”. In base a studi recenti è risultata idonea a curare la congiuntivite.
Euphrasia rostkoviana
Hieracium
pilosella
L. La
pilosella è una pianta polimorfa che cresce ai margini delle strade,
dal piano al monte.
Hieracium pilosella
Lythrum
salicaria
L. La
salicaria cresce nelle acque basse e nei terreni paludosi.
Lythrum salicaria
Rhodiola
rosea L. La
rodiola è una pianta tipicamente
alpina presente dalle Giudicarie
al Lagorai.
Rhodiola rosea
Metodologia
Risultati ottenuti
Centaurium erytraea Rafn
(Biondello): pianticella medicinale-aromatica, una volta diffusa ”in luoghi erbosi e cespugliosi dell’intera regione”(Dalla Fior, 1969) ed ora divenuta piuttosto rara.
Per i suoi contenuti di sostanze amare, viene utilizzata in tisane e nella produzione di liquori (Le Monografie Tedesche, 1994).
N° 4 accessioni reperite: 1-Valda; 2-Masi di Grumes; 3-Mama d’Avio; 4-Monte Brione.
Note: reperimento problematico perché in Trentino questa genzianacea è piuttosto rara e minacciata dai tagli della vegetazione praticati per ripulire i bordi stradali (Foto n°1).
Attività sperimentale:
Allestimento di due prove sperimentali (1a a Villazzano-TN; 2a a Maderlina, 1009 m s.l.lm. comune di Lisignago-TN) nelle quali le accessioni n°1 e n°2 sono state confrontate con un’accessione (Gachof) fornita dal sig. Einrich Abraham della Stazione Sperimentale di Laimburg –BZ e con piantine ottenute da seme commerciale (ditta tedesca Jelitto).
Risultati
Prove agronomiche
2004-05. A causa di un’elevata percentuale di fallanze nella prova allestita a Villazzano, è stato possibile raccogliere dati solo nella prova di Maderlina (data di trapianto il 29/07/05). In questa prova le piante dell’accessione “Gachof” hanno mostrato un comportamento annuale (fioritura in settembre 2005), mentre più dell’85% delle altre 3 accessioni ha iniziato a fiorire nell’estate del 2006 (Foto 2).
Le piante della prova si sono sviluppate molto bene raggiungendo un’altezza media 45 cm (“Gachof” solo 37 cm) e producendo un elevato n° di steli/pianta (6,9). Dal punto di vista produttivo “Valda” ha superato nettamente le altre accessioni sia nella resa fresca (540 g/ m2 contro 310) sia in quella secca (190 g/ m2 contro 100).
Contenuto di principi attivi (p.a.)
Campioni di pianta fiorita sono stati analizzati presso il Laboratorio di Chimica Bioorganica dell’Università di Trento, che ha determinato il contenuto di p. a., costituiti da glicosidi secoiridoidi (genziopicroside, swertiamarina e sweroside) che conferiscono al centaurio il classico sapore amaro. Anche nell’ambito di questi p. a. sono emerse delle differenze significative e sia l’accessione Valda che la Jelitto sono risultate più ricche di principi attivi.
La prova è stata ripetuta nel 2007-08 ma, in questo caso le piantine sono state fatte svernare in serra e trapiantate in campo il 13 marzo 08. Tutte le accessioni hanno iniziato a fiorire a metà luglio e la raccolta è avvenuta il 1° agosto. Dopo la 1° raccolta le piantine hanno emesso nuovi scapi fiorali che sono stati raccolti alla fine di settembre.
Anche nel 2008 la resa secca in sommità fiorite di Valda è stata superiore a quelle delle altre accessioni (200 g/m2 contro 140).
Conclusioni
Questa ricerca dimostra che accessioni selvatiche come Valda sono in grado di competere e come in questo caso di superare quelle commerciali, probabilmente selezionate.
Per quanto riguarda la tecnica colturale, si consiglia senz’altro di trapiantare le piantine nel 2° anno tenendole in un luogo riparato durante l’inverno (come nella 2a prova). Questo sistema permette di superare l’inverno, che è una fase critica per il centaurium, senza alcun problema.
Le differenze produttive e di contenuto di p. a. tra le accessioni raccolte in località non lontane fra loro (Valda e Masi di Grumes), confermano la necessità di proteggere le singole popolazioni locali al fine di salvaguardare la biodiversità.
Centaurium: piantina di cresciuta bordo strada in Val di Cembra
Centaurium: pianta coltivata nel campo sperimentale in loc. Maderlina
Cicerbita alpina L.
Per l’uso alimentare si utilizzano i germogli di questa pianta che vengono raccolti all’inizio della stagione vegetativa (maggio) e prevalentemente consumati sott’olio previa bollitura. In talune zone del Trentino (Valle del Chiese) dove è molto apprezzata, la sua sopravvivenza è a rischio a causa della raccolta indiscriminata. In base a studi recenti (Ambrosi et al. 2001) è stata messa in luce la scarsa germinabilità del seme di questa specie (<3%) e la sua buona attitudine alla propagazione per talea.
N° 10 accessioni reperite: 1- M.ga Zambana, 2 - M.ga Bondolo (Valle Aperta);, 3-M.te Peller (Val di Non), 4- Val di Rabbi; 5- M.ga Juribello (Tonadico), 6- M.te Bondone, 7- Lago Erdemolo (Val dei Mocheni), 8- Val Nambrone, 9- Val Cadino (Molina di Fiemme), 10- Val San Valentino (Villa Rendena).
Attività sperimentale
Per raccogliere informazioni utili a caratterizzare questa pianta sono state realizzate alcune prove sperimentali utilizzando piantine ottenute dal seme (Foto 3).
1a prova: in località Frisanchi (Vigolo Vattaro) si proponeva di verificare: a
l’effetto dell’età della pianta sulla produzione di germogli (= raccolte in anni diversi)
l’effetto del prelievo di germogli sullo sviluppo/sopravvivenza delle piante stesse.
A questo scopo è stata allestita una prova sperimentale in cui sono state messe a confronto 3 epoche di raccolta (Tesi 1= 1° racc. dopo 2 anni dall’impianto; tesi 2= dopo 3 anni; tesi 3= dopo 4 anni;). La “raccolta” è consistita in 4 prelievi succeduti a cadenza settimanale. Ogni anno, il 1° prelievo è stato eseguito quando i germogli presentavano le caratteristiche e le dimensioni adatte al consumo. Le tesi 1 e 2 sono state raccolte anche negli anni successivi al primo
Risultati
E’ consigliabile iniziare a raccogliere i germogli a partire dal 2° o dal 3° anno.
Col procedere delle raccolte la qualità del prodotto peggiora in quanto i germogli diventano più esili e pesano di meno.
Le piante sulle quali sono state eseguite le 4 raccolte ne hanno risentito negativamente in quanto, rispetto a quelle non sottoposte a raccolta, erano più basse, molto meno fiorite e con un numero ridotto di steli.
2a prova: “Confronto fra tre accessioni coltivate a diversa altitudine”
Nel 2005 le piantine ottenute da tre accessioni sono state messe a dimora in due campi sperimentali, il primo ubicato in località Frisanchi a 1078 m s.l.m. comune di Centa di S. Nicolò ed il 2° in località Viote del Monte Bondone a 1540 m s.l.m.
La resa in germogli è stata migliore nella località posta all’altitudine più elevata
Conclusioni
La possibilità di riprodurre questa specie per seme ha portato alla produzione di piantine ad opera di un vivaista e alla piantagione da parte di coltivatori di alcuni campi con buoni risultati nella coltivazione. Questo fa sperare che che nei prossimi anni all’attività di raccolta di piante spontanee si affianchi quella di coltivazione e che si riduca l’erosione del patrimonio selvatico di questa specie.
Titolo:
Cicerbita: allestimento del campo sperimentale in loc. Frisanchi
Cicerbita: piante fiorite del campo sperimentale di M.ga Valle Aperta
(giugno 2007)
Cicerbita: piante del campo sperimentale alle Viotte del Bondone (giugno 2007)
Euphrasia rostkoviana Hayne
minuscola pianticella emiparassita appartenente alla famiglia delle Scrofulariaceae, tipica dei prati e dei pascoli (0-2400 m s.l.m.).
Nella medicina popolare si consiglia l’impiego dell’E. in caso di “mal d’occhi”, ma anche in base a recenti studi è risultata idonea a curare la congiuntivite ed attualmente si trovano in vendita in farmacia diversi prodotti ad uso oftalmico contenenti Eufrasia.
N° 7 accessioni reperite: n° 7: 1- Val di Rabbi, 2 - M.ga Valle Aperta, 3- M.ga Juribello, 4- P.so Vezzena, 5- M.te Bondone, 6- P.sso Col Bricon, 7- M.ga Bissina (Daone).
Attività sperimentale
Dato che la specie è emiparassita si è voluto realizzare una piccola prova che valutasse l’effetto della presenza di altre specie, con cui essa cresce in natura, sul suo sviluppo. A questo scopo utilizzando dei contenitori alveolati per piantine in materiale plastico, sono stati seminati 2 semi/alveolo di Euphrasia, sia da soli che insieme ad altrettanti semi di due leguminose (Trifolium repens e Trifolium pratense) e di una graminacea (Festuca rubra) in diverse combinazioni (Foto 7).
Risultati
I risultati ottenuti non hanno dato chiare indicazioni a causa dell’elevato numero di fallanze (piante mancanti).
Eufrasia: piantine nate
in uno dei contenitori alveolati utilizzati nella prova
Hieracium pilosella L.
A scopo medicinale si adopera la pianta intera per la preparazione di tisane ad azione diuretica volumetrica, declorurante ed ipoazotemizzante sia nelle forme reumatiche che nelle affezioni renali e vescicali
N° di accessioni reperite: n° 7 1- Coste calde (Drena) 2 - Valda, 3- P.so Vezzena, 4 - M.ga Preghena (Bresimo), 5- M.te Bondone, 6- Sabbionara d’Avio 7- Condino.
Attività sperimentale
Due accessioni sono state utilizzate in una prova realizzata in sede, finalizzata a valutare gli effetti dell’utilizzo della pacciamatura (telo antialga) e dell’epoca d’impianto. Nel complesso le raccolte eseguite sono state tre, una in settembre 2005 ed altre due nel 2006 (Foto 7).
Risultati
Prove agronomiche
Dall’elaborazione dei dati è risultato che la presenza della pacciamatura ha influito negativamente sia sulle caratteristiche morfologiche e su quelle produttive. Nessuna differenza significativa è emersa tra le due accessioni.
Contenuto di principi attivi (p.a.)
Secondo i risultati forniti dall’équipe del Laboratorio di Chimica Bioorganica ed il componente più rilevante è risultato l’acido clorogenico, seguito dall’acido dicaffeoilquinico. Sulla concentrazione di entrambi la pacciamatura ha avuto un effetto negativo.
N.B. Tutte le sette accessioni sono state analizzate per il contenuto di p.a.
Pilosella: piantina
allevata su telo anti-alga
Lythrum salicaria L.
Cresce nei fossi, nelle acque basse presso le sponde di stagni e laghi ed in prati paludosi, fiorisce durante l’estate. La parte impiegata per uso medicinale sono le sommità fiorite che contengono tannino e mucillagine, quindi possiedono proprietà astringenti, sedative ed emostatiche
N° di accessioni reperite: n° 5: 1- Borgo Valsugana, 2- Arco (Prabi), 3- Loc. Celva –Trento, 4 – Roncone, 5 – Grumo (S. Michele all’Adige).
Attività sperimentale
Prove agronomiche
Nel 2005 due accessioni (Borgo ed Arco) sono state utilizzate per allestire presso l’azienda del CRA-MPF una prova di confronto fra tre dosi d’irrigazione (15, 30 e 45 mm di acqua) distribuite, con cadenza settimanale, per mezzo di un piccolo impianto d’irrigazione a pioggia.
Su un campione di piante/parcella sono stati eseguiti dei rilievi morfologici, produttivi e qualitativi (analisi chimiche) sia nell’anno 2005 che nell’anno 2006
Risultati
Prove agronomiche
I risultati della prova agronomica sono in corso di elaborazione.
Contenuto di principi attivi (p.a.)
. I risultati ottenuti mettono in evidenza l’assenza di differenze tra il contenuto di vitexina ed isovitexina delle accessioni analizzate. Al contrario l’ analisi statistica ha evidenziato un maggiore contenuto di orientina ed omorientina nelle specie raccolte a Roncone. Le piante provenienti da Arco risultano essere le meno ricche di questi stessi composti
Conclusioni
È stata possibile la completa caratterizzazione, dal punto qualitativo, del contenuto in principi attivi delle diverse accessioni in esame.
Salicaria: piante del
campo sperimentale di Villazzano
Rhodiola rosea L.
Pianta molto popolare soprattutto in Russia, divenuta di recente nota in tutta Europa grazie alle proprietà adattogene della radice ed anche alla sua capacità di aumentare la resistenza agli stress psico-fisici. In Trentino è abbastanza diffusa nel massiccio del Lagorai (su detriti porfirici in Val Cadino, passo Manghen, rifugio 7 selle), nelle Giuducarie inferiori (malga Bondolo) ecc.
N° di accessioni reperite: n° 5: 1- M.ga Bondolo (Valle Aperta); 2- P.so Gavia; 3 - Val di Genova; 4- P.sso Col Bricon, 5 - Lago Erdemolo (Val dei Mocheni).
Attività sperimentale
Una prova di confronto fra 4 accessioni (Adamello, M.ga Bondolo, P.so Gavia e Paradisia) è stata impiantata nel 2004 a Palù del Fersina (Foto 9) dove a partire dal 2005 è stato prelevato un campione di piante/anno al fine di verificare l’accrescimento ed il contenuto di principi attivi della radice .
Risultati
Prove agronomiche
In entrambi gli anni utilizzando dei descrittori finalizzati a distinguere le varie accessioni, sono stati rilevati i principali caratteri morfologici.
Il peso del campione di radici raccolte nell’autunno del 2006 è risultato essere più che triplicato rispetto al 2005.
Contenuto di principi attivi (p.a.)
I campioni raccolti nel 2005, 2006 e 2007 sono stati analizzati da LBO, tenendo distinte anche le piante femmine dalle piante maschio.
Contenuto di principi attivi (p.a.)
In tutti gli anni il contenuto di p.a. (salidroside, tirosolo, rosarina, rosavina, rosina e rosiridina) è risultato più basso rispetto a piante prelevate in natura di età sconosciuta.
Conclusioni
I buoni risultati produttivi della coltivazione di questa specie nei nostri ambienti, portano a pensare che la coltivazione e la trasformazione di questa pianta possa divenire un’opportunità interessante per ottenere prodotti di nicchia ad elevato valore aggiunto.
Rodiola: piante del campo sperimentale di Palù (2007)
Analisi Genetiche
Durante il progetto è stato possibile mettere a punto e validare un protocollo di isolamento di regioni gnomiche contenenti sequenze ripetute, che fosse più veloce e meno oneroso rispetto a i metodi classici e che garantisse una discreta efficienza.
Inoltre per le specie Hieracium pilosella, Rhodiola rosea, Centaurium erythraea e Lythrum salicaria è stato eseguito il sequenziamento di regioni del menoma contenenti regioni microsatellite.
Pubblicazioni
Pubblicazioni su riviste nazionali
Aiello N., Fusani P., 2004 - Effetti della prerefrigerazione e dell’acido gibberellico sulla germinazione del seme di rodiola rosea. Sementi Elette n. 4. Aiello N., Fusani P., Vender C., 2006 – Metodi per migliorare la germinabilità del seme di salicaria. Poster presentato al 3° Convegno Nazionale Piante Mediterranee – “Le Piante Mediterranee nelle Scelte Strategiche per l’Agricoltura e l’Ambiente” (Bari 27 settembre-1 ottobre 2006). Atti in corso di stampa. Aiello N., Fusani P., 2005 - Metodi per rimuovere la dormienza del seme in Cicerbita alpina (L.) Wallr. Sementi Elette n. 3. Aiello N., Fusani P., Vender C., 2006 - L’impiego della prerefrigerazione per rimuovere la dormienza del seme di eufrasia. Rivista dell’E.N.S.E. “dal Seme”, Anno I, n° 3:30-33. Scartezzini F., 2005 - Micropropagazione della cicerbita violetta. Sementi Elette n. 3. Vender C., 2006 – Piante alimentari, medicinali e aromatiche delle alpi: una risorsa da valorizzare. Terra Trentina n.7: 26-29. Scartezzini F.,2008 – Prime esperienze nella produzione di piantine di Cicerbita alpina. Terra Trentina n.2: 29-33. Aiello N., Fusani P., Scartezzini F.,Vender C., 2008 – Prova di coltivazione di Rhodiola rosea. Terra Trentina n.4: 30-32. Vender C., 2009 – Caratteristiche botaniche e proprietà medicinali di Rhodiola rosea. Aigba notes 2009: 23-27. Aiello N., Fusani P., Vender C., 2009 – Germinabilità indotta nei semi di specie officinali. Terra Trentina n.6: 27-30
Pubblicazioni su riviste internazionali
Vender C., N. Aiello, F. Scartezzini, M. D'Ambrosio, P. Egger, 2009. Productive and qualitative characteristics of four small centaury accessions (Centaurium erythraea Raf.). Arzn. Gew. Pfl. 14(3): 122-126.
Zini E., Komjanc, M., 2007. Identification of microsatellite markers in Hieracium pilosella L. Conservation Genetics, http://www.springerlink.com/content/qv14452ujl483x54/
Zini E., Clamer M., Passerotti S., Vender C., vendramin G.G., Komjanc M. 2008 – Eight novel microsatellite DNA markers in Rhodiola rosea L. of the Alpine region L. Conserv Genet DOI 10.1007/s10592-008-9704-0
Conferenze e/o convegni
Aiello N., P. Fusani, F. Scartezzini, A. Mari, A. Ciocarlan, M. D’Ambrosio, C.Vender 2009. Morpho-quantitative and qualitative characteristics of seven eyebright wild accessions. Poster presentato al 4th International Symposium Breeding Research on Medicinal and Aromatic Plants (ISBMAP2009). June 17-21/2007, Lubiana, Slovenia. Book of abstracts: 57 D'Ambrosio M., Egger P., Guerriero A., Komjanc M., Zini E. 2007. Exploring chemical differences in a population of Hieracium pilosella L. by HPLC-ESI-MS/MS and comparison with genetic variability. Poster presentato al 55th International congress & annual meeting of the Society for medicinal plant research", Graz - Austria, 02-06 September 2007. Atti del convegno PLANTA MEDICA, THIEME, Stuttgart: Vol. 73, n. 9: 910. D’Ambrosio M., A. Guerriero, A. Mari, C. Vender. 2008. Characterization of wild and cultivated accessions of Rhodiola rosea by analysis of their marker compounds. The 12th International Congress Phitopharm, 2-4 July 2008, St. Petersburg– Russia. Abstract Book:10. D'Ambrosio M., Ciocarlan A., Guerriero A., Mari A., Aiello N., Egger P., Scartezzini F., Vender C., 2009. "Agronomical and chemical studies aimed at turning Rhodiola rosea L. from Alps into a herbal medicine". International Conference 50th anniversary of the Institute of Chemistry of the Academy of Sciences of Moldova, Chisinau, Moldova, 26-28 May 2009. Abstract book: 42.
Egger P., D’Ambrosio M., Aiello N., Contrini C., Fusani P., Scartezzini P., Vender C., 2007 – Active constituents profiling of Rhodiola rosea L.. Poster presentato al 55th International Congress and Annual Meeting of the Society for Medicinal Plant Research (September 2-6, 2007, Graz, Austria). Book of Abstracts, P269 pag. 907, Planta Medica n. 9/2007, Vol. 73.
Fusani P., Scartezzini F., Aiello N. and Vender C., 2009 – Cicerbita alpina: an Alpine Vegetable to Value. Proc. 1st IC on Culinary Herbs Eds.: K. Turgut et al. Acta Hort. 826, ISHS: 333-336. Fusani P., Vender C. 2008. Raccolta di piante alimentari spontanee in provincia di Trento: un caso di studio. Poster presentato all’VIII Congresso annuale sulla biodiversità Lecce, 21-23 aprile 2008. Atti in corso di stampa. Mari A., A. Ciocarlan, M. D’Ambrosio, A. Guerriero, C. pizza, C. Vender. Composizione e contenuto in flavonoidi di diverse accessioni di Lythrum salicaria L. del Trentino VIII Congresso annuale sulla biodiversità Lecce, 21-23 aprile 2008. (Atti in corso di stampa). Mari A., A. Ciocarlan, M. D’Ambrosio, A. Guerriero, C. Pizza, C. Vender. 2008. Composizione e contenuto di fenoli ed iridoidi glicosilati in diverse accessioni di Euphrasia rostkoviana Hayne del Trentino. III Congresso Intersocietà sulle Piante Medicinali, Salerno, 25-27 Giugno 2008. (Atti in corso di stampa).
Scartezzini F., Vender C., Aiello N., Fusani P., 2005 – Domestication and field management trials of Cicerbita alpina (L.) Wallr. Poster presentato al First International Conference on Crop Wild Relative Conservation and Use. 14-17 September, Agrigento (www.pgrforum.org/Publications.htm ). Vender C., Aiello N., Fusani P., Scartezzini F. 2009. Progetto PARMA: Piante Alimentari ed Aromatiche Alpine, una risorsa da valorizzare. Relazione presentata nell’ambito del convegno “Uso sostenibile delle piante della flora spontanea” Milano, 5 giugno 2009.
Vender C., Aiello N., Fusani P., Scartezzini F., Zini E., Eggher P., D’Ambrosio M., Komjanc M., 2005 – Edible, Aromatic and Medicinal Plants of the Alps: A resource to value. Proceedings of the XLIX Italian Society of Agricultural Genetics Annual Congress (Potenza, Italy, 12/15 September 2005) www.siga.unina.it/SIGA_2005/SIGA2005/G_01.pdf).
Vender C., Aiello N., Fusani P., Scartezzini F., 2007 – Effets de la fumure minérale sur le dévéloppement des plantules de Rhodiola rosea. Poster presentato al 6e colloque Médiplant – ACW “Qualité des plantes médicinales: des sciences de la plante aux sciences du bien-etre“, Champéry 11-12 octobre 2007.
Zini E., Vender C., Komjanc, M., 2006. Genetic analysyis of Hieracium pilosella L, natural populations in Trentino region. Proceedings of the 50th Italian Society of Agricultural Genetics Annual Congress, Ischia –10/14 September, 2006. Poster Abstract P161- H.02. Zini E., Komjanc M., 2006. Isolation of microsatellite markers in Hieracium pilosella L. 54th Annual Congress on Medicinal Plant Research 2006, Helsinki, Finlandia, 27 agosto-1° settembre 2006. Planta Medica Abstract P161- 72.
Zini E., Piovan A., Filippini R., Komjanc M. and Caniato R., 2007. DNA analysis in Rhodiola rosea populations from North Italy’s Alps and callus cultures. Poster presentato all’11th International Congress Phitopharm 27-30 June, Leiden Olanda.
Zini E., C. Vender C., Komjanc M. 2008 – Genetic variation of Rhodiola rosea L. in Trentino region (Italy) detected by microsatellite markers. Xth. Symposium of the International Organization of Plant Biosystematists. 2-4 July, Vysoké, Slovakia. Book of Abstracts: 120. |