CRA MPF

Progetto "PARMA"

Piante Alimentari, aRomatiche e Medicinali Alpine: una risorsa da valorizzare

Progetto libero, chiamata 2004, cofinanziato dalla Provincia Autonoma di Trento

 

 

Aggiornamento: ottobre 2007

 

Persone ed enti coinvolti

 

Carla Vender: coordinatore scientifico

Fabrizio Scartezzini, Nicola Aiello e Pietro Fusani: collaboratori

CRA - MPF, Villazzano di Trento

 

Matteo Komjanc: responsabile di ricerca

Elena Zini: collaboratore

Istituto Agrario di S. Michele all'Adige, Trento (IASMA)

 

Michele D’Ambrosio: responsabile di ricerca

Petra Egger: collaboratore

Laboratorio di Chimica Bioorganica, Università degli Studi di Trento (BCLUT)

 

 

Motivazioni

L'aumento di interesse verificatosi negli ultimi anni da parte dei consumatori del mondo sviluppato nei confronti dei prodotti naturali, ha comportato un incremento nella domanda di piante aromatiche e medicinali da parte dell'industria di trasformazione, tanto che l'OMS è preoccupata riguardo alla conservazione delle risorse naturali di queste piante da cui tuttora dipende la salute dell'80% della popolazione mondiale, soprattutto di quella residente nei paesi poveri.

 

 

Obbiettivi del progetto

Lo scopo principale del progetto è quello di individuare la biodiversità naturale di alcune piante officinali del Trentino e di metterne a punto il potenziale utilizzo in base a metodi sostenibili. Salvaguardare le piante medicinali è molto importante perché esse contribuiscono al benessere delle popolazioni e svolgono un ruolo importante nella difesa della salute, nel sostentamento delle economie locali e nel mantenimento delle tradizioni culturali.

 

Specie oggetto di studio

 

Cicerbita alpina (L.) Wallr.

I germogli di cicerbita violetta, nota anche come "insalata dell'orso", sono un cibo molto apprezzato in tutto il Trentino ed anche fuori provincia. A causa della raccolta eccessiva tuttavia, è una specie a rischio. L'ottenimento di seme germinabile e di popolazioni vigorose, permetterebbe la sua coltivazione e la salvaguardia delle popolazioni spontanee.

 

Cicerbita alpina

 

 

 

Centaurium erythraea Rafn

C. erythraea è una piantina tipica delle scarpate argillose che una volta era molto diffusa in  regione mentre ora è divenuta rara. Grazie al suo contenuto di principi amari, serve a preparare infusi e liquori. La ricerca si ripromette di individuare e riprodurre una popolazione che si presti alla  coltivazione.

 

Centaurium erythraea

 

 

Euphrasia rostkoviana Hayne

L’eufrasia è una piantina tipica dei prati e dei pascoli magri. Nella medicina popolare veniva usata per il ”mal d’occhi”. In base a studi recenti è risultata idonea a curare la congiuntivite.

 

Euphrasia rostkoviana

 

 

Hieracium pilosella L.

La pilosella è una pianta polimorfa che cresce ai margini delle strade, dal piano al monte. A scopo medicinale si adopera la pianta fresca che ha spiccate proprietà diuretiche.

 

Hieracium pilosella

 

 

Lythrum salicaria L.

La salicaria cresce nelle acque basse e nei terreni paludosi. Le sue infiorescenze sono ricche di tannino e di mucillagini e quindi possiedono proprietà astringenti, sedative ed emostatiche, utili nelle patologie intestinali di persone ed animali.

 

 

Lythrum salicaria

 

 

Rhodiola rosea L.

La rodiola è una pianta  tipicamente alpina presente dalle  Giudicarie al Lagorai. La parte impiegata per uso medicinale è la radice, che è dotata di  proprietà adattogene.La maggior parte dei preparati commerciali a base di radici di rodiola è di origine russa.

 

Rhodiola rosea

 

 

Metodologia

  • Raccolta dei semi, domesticazione delle piantine ottenute, valutazione dei parametri agronomici e conservazione ex situ;

  • Analisi dei metaboliti secondari;

  • Determinazione della variabilità genetica attraverso marcatori molecolari.

 

  1. Individuazione di alcuni siti di crescita delle specie sopra indicate e raccolta di campioni di piante durante il tempo balsamico (ISAFA);

  2. Caratterizzazione del materiale biologico dal punto di vista chimico attraverso l'uso di varie tecniche analitiche quali: cromatografia, HPLC, spettri NMR e di massa (BCLUT);

  3. Caratterizzazione del materiale biologico dal punto di vista molecolare per classificare e valutare le relazioni genetiche tra le varie accessioni (IASMA).

 

 

Risultati ottenuti

Centaurium erytraea  

N° 2 accessioni reperite: 1-Valda; 2-Masi di Grumes.

Note: reperimento problematico perché in Trentino questa genzianacea è piuttosto rara e minacciata dai tagli della vegetazione praticati per ripulire i bordi stradali (Foto n°1).

Attività sperimentale:

Allestimento di due prove sperimentali (1a a Villazzano; 2a a Maderlina, comune di Lisignago) nelle quali sono state utilizzate anche piantine ottenute dal seme fornito dal sig. Einrich Abraham della Stazione Sperimentale di Laimburg –BZ (Gachof) e piantine ottenute da seme commerciale (ditta tedesca Jelitto).

Risultati

Prove agronomiche

A causa di un’elevata percentuale di fallanze è stato possibile raccogliere dati solo nella prova di Maderlina (data di trapianto il 29/07/05). In questa prova le piante dell’accessione “Gachof” hanno mostrato un comportamento annuale (fioritura in settembre 2005), mentre più dell’85% delle altre 3 accessioni ha iniziato a fiorire nell’estate del 2006 (Foto 2).

Le piante della prova si sono sviluppate molto bene raggiungendo un’altezza media 45 cm (“Gachof” solo 37 cm) rispetto a quelle selvatiche da cui era stato raccolto il seme (10-15 cm di altezza ) e n di steli ° basso (1-2), Dal punto di vista produttivo “Valda” ha superato nettamente le altre accessioni sia nella resa fresca (540 g/1 m2 contro 310) sia in quella secca (190 g/1 m2 contro 100).

Contenuto di principi attivi (p.a.)

Campioni di pianta fiorita sono stati analizzati presso il Laboratorio di Chimica Bioorganica dell’Università di Trento, che ha determinato il contenuto di p. a., costituiti da glicosidi secoiridoidi (genziopicroside, swertiamarina e sweroside) che conferiscono al centaurio il classico sapore amaro. Anche nell’ambito di questi p. a. sono emerse delle differenze significative.

Conclusioni

Le differenze produttive e di contenuto di p. a. tra accessioni raccolte in località non lontane fra loro, confermano la necessità di proteggere le singole popolazioni locali al fine di salvaguardare la biodiversità.  

 

 

Centaurium: piantina di cresciuta bordo strada in Val di Cembra  

 

 

 

Centaurium: pianta coltivata nel campo sperimentale in loc. Maderlina

   

Cicerbita alpina

N° 10 accessioni reperite: 1- M.ga Zambana, 2 - M.ga Bondolo (Valle Aperta), 3-M.te Peller (Val di Non), 4- Val di Rabbi; 5- M.ga Juribello (Tonadico), 6- M.te Bondone, 7- Lago Erdemolo (Val dei Mocheni), 8- Val Nambrone, 9- Val Cadino (Molina di Fiemme), 10- Val San Valentino (Villa Rendena).

Attività sperimentale:

Per raccogliere informazioni utili a caratterizzare questa pianta sono state realizzate alcune prove sperimentali utilizzando le piantine ottenute dal seme (Foto 3).

1a prova: in località Frisanchi (Vigolo Vattaro) si propone di verificare: 

a) l’effetto dell’età della pianta sulla produzione di germogli (= raccolte in anni diversi)

b) l’effetto del prelievo di germogli sullo sviluppo/sopravvivenza delle piante stesse.

A questo scopo, a partire dal 2006, su una parte delle parcelle si è iniziato a raccogliere i germogli ed in particolare sia nel 2006 che nel 2007 sono state eseguite n° 4 raccolte di germogli a cadenza settimanale.

Risultati

·       Col procedere delle raccolte la qualità del prodotto peggiora in quanto i germogli diventano più esili e pesano di meno.

·       Le piante sulle quali sono state eseguite le 4 raccolte ne hanno risentito negativamente in quanto, rispetto a quelle non sottoposte a raccolta, erano più basse, molto meno fiorite e con un numero ridotto di steli.

2a prova: a M.ga Valle Aperta, comune di Condino (Foto 4).

Qui si stanno valutando gli effetti di 2 diverse dosi del concime biologico Biopan, a base di panello di ricino, su due accessioni (M.ga Zambana e M.ga Bondolo). Sempre nella stessa località si stanno anche verificando gli effetti di diverse densità d’impianto sullo sviluppo delle piante.

3a prova: alle Viotte del Bondone sono state trapiantate circa 70 piante di 3 accessioni al fine di avere a disposizione materiale da analizzare e seme “ibrido” da raccogliere (Foto 5).

 

 

Cicerbita: allestimento del campo sperimentale in loc. Frisanchi  

 

 

Cicerbita: piante fiorite del campo sperimentale di M.ga Valle Aperta (giugno 2007)  

 

 

Cicerbita: piante del campo sperimentale alle Viotte del Bondone (giugno 2007)

 

Euphrasia rostkoviana

N° 7 accessioni reperite: 1- Val di Rabbi, 2 - M.ga Valle Aperta, 3- M.ga Juribello, 4- P.so Vezzena, 5- M.te Bondone, 6- P.sso Col Bricon, 7- M.ga Bissina (Daone).

Attività sperimentale:

Dato che la specie è emiparassita si è voluto realizzare una piccola prova che valutasse l’effetto della presenza di altre specie, con cui essa cresce in natura, sul suo sviluppo. A questo scopo utilizzando dei contenitori alveolati per piantine in materiale plastico, sono stati seminati 2 semi/alveolo di Euphrasia, sia da soli che insieme ad altrettanti semi di due leguminose (Trifolium repens e Trifolium pratense) e di una graminacea (Festuca rubra) in diverse combinazioni (Foto 7).

Risultati

I risultati ottenuti non hanno dato chiare indicazioni a causa dell’elevato numero di fallanze (piante mancanti).  

 

Eufrasia: piantine nate in uno dei contenitori alveolati utilizzati nella prova

 

 

Hieracium pilosella

N° 7 accessioni reperite: 1- Coste calde (Drena) 2 - Valda, 3- P.so Vezzena,  4 - M.ga Preghena (Bresimo), 5- M.te Bondone, 6- Sabbionara d’Avio 7- Condino.

Attività sperimentale:

Due accessioni sono state utilizzate in una prova realizzata in sede, finalizzata a valutare gli effetti dell’utilizzo della pacciamatura (telo antialga) e dell’epoca d’impianto. Nel complesso le raccolte eseguite sono state tre, una in settembre 2005 ed altre due nel 2006 (Foto 7).

Risultati

Prove agronomiche

Dall’elaborazione dei dati è risultato che la presenza della pacciamatura ha influito negativamente sia sulle caratteristiche morfologiche e su quelle produttive. Nessuna differenza significativa è emersa tra le due accessioni.

Contenuto di principi attivi (p.a.)

 Secondo i risultati forniti dall’équipe del Laboratorio di Chimica Bioorganica ed il componente più rilevante è risultato l’acido clorogenico, seguito dall’acido dicaffeoilquinico. Sulla concentrazione di entrambi la pacciamatura ha avuto un effetto negativo.

N.B. Tutte le sette accessioni sono state analizzate per il contenuto di p.a.  

 

 

Pilosella: piantina allevata su telo anti-alga

 

 

Lythrum salicaria

N° 5 accessioni reperite: 1- Borgo Val Sugana, 2- Arco (Prabi), 3- Loc. Celva –Trento, 4 – Roncone, 5 – Grumo (S. Michele all’Adige).

Attività sperimentale:

Prove agronomiche

Nel 2005 due accessioni (Borgo ed Arco) sono state utilizzate per allestire presso l’azienda del CRA-MPF una prova di confronto fra tre dosi d’irrigazione (15, 30 e 45 mm di acqua) distribuite, con cadenza settimanale, per mezzo di un piccolo impianto d’irrigazione a pioggia.

Su un campione di piante/parcella sono stati eseguiti dei rilievi morfologici, produttivi e qualitativi (analisi chimiche) sia nell’anno 2005 che nell’anno 2006

Risultati

I risultati sono in corso di elaborazione.

 

 

 

Salicaria: piante del campo sperimentale di Villazzano

 

Rhodiola rosea

N° 5 accessioni reperite: 1- M.ga Bondolo (Valle Aperta); 2- P.so Gavia; 3 - Val di Genova; 4- P.sso Col Bricon, 5 - Lago Erdemolo (Val dei Mocheni).

 

Attività sperimentale:

Una prova di confronto fra 4 accessioni (Adamello, M.ga Bondolo, P.so Gavia e Paradisia) è stata impiantata nel 2004 a Palù del Fersina (Foto 9) dove a partire dal 2005 è stato prelevato un campione di piante per ciascuna al fine di verificare l’accrescimento della radice che ne costituisce la droga.

Risultati

Prove agronomiche

In entrambi gli anni utilizzando dei descrittori finalizzati a distinguere le varie accessioni, sono stati rilevati i principali caratteri morfologici.

Il peso del campione di radici raccolte nell’autunno del 2006 è risultato essere più che triplicato rispetto al 2005.

Contenuto di principi attivi (p.a.)

Sia i campioni raccolti nel 2005 che quelli raccolti nel 2006 sono stati analizzati da LBO, tenendo distinte anche le piante femmine dalle piante maschio.

Contenuto di principi attivi (p.a.)

 Il contenuto di p.a. (salidroside, tirosolo, rosarina, rosavina, rosina e rosiridina) è risultato più basso rispetto a piante più vecchie prelevate in natura.  

 

 

Rodiola: piante del campo sperimentale di Palù (2007)

 

 
 
Pubblicazioni
  1. Scartezzini F., Vender C., Aiello N., Fusani P., 2005 – Domestication and fied management trials of Cicerbita alpina (L.) Wallr. Book of abstracts of the First International Conference on Crop Wild Relative Conservation and Use. 14-17 September, Agrigento: 126.

  2. Aiello N., Fusani P. 2005. Metodi per rimuovere la dormienza del seme in Cicerbita alpina. Sementi Elette N. 3: 52-54

  3. Vender C., Aiello N., Fusani P., Scartezzini F., e. Zini, p. egger, m. d’ambrosio, m. komjanc 2005 - EDIBLE, AROMATIC AND MEDICINAL PLANTS OF THE ALPS: A RESOURCE TO VALUE. Proceedings of the XLIX Italian Society of Agricultural Genetics Annual Congress, Potenza 12-15 September.

  4. egger p., A. guerriero, m. d’ambrosio, Vender C., 2006 – Centaurium erythraea and its secoiridoids characterisation by LC-MSn :an essential step in phytochemical standardization. Future Trends in Phytochemistry, Olomouc, Rep. Ceca June 28-July 1. Book of Abstracts: 54.

  5. Vender C. 2006. Piante alimentari, medicinali e aromatiche delle Alpi: una risorsa da valorizzare. Terra Trentina 7: 26-29.

  6. Zini E., Vender C, komjanc M. 2006 - Genetic analysis of Hieracium pilosella natural populations in Trentino region. Proceedings of the 50th Italian Society of Agricultural Genetics Annual Congress Ischia, Italy – 10/14 September. www.siga.unima.it/SIGA 2006/SIGA_2006/H -02.pdf.

  7. Aiello N., Fusani P., Vender C. 2006 - L’impiego della prerefrigerazione per rimuovere la dormienza del seme di eufrasia. Dal Seme Anno 1. Settembre 2006, n° 3: 30-33.

  8. Aiello N., Scartezzini F., Vender C., 2006 - Caratterizzazione di accessioni di Hieracium pilosella L. Italus Hortus 13 (2), 2006: 602-604.

  9. Fusani P., F. Scartezzini, N. Aiello C. Vender 2007. Cicerbita alpina: an Alpine Vegetable Resource to Value. I. International Medicinal and aromatic plants Conference on culinary herbs. 29 April-04 May, Antalya – Turkey.

  10. Aiello N., d’ambrosio m., egger p., Fusani P., Vender C.2007. Productive and Qualitative Characteristics of Four Small Centaury Accessions I. International Medicinal and aromatic plants Conference on culinary herbs. 29 April-04 May, Antalya – Turkey.

  11. egger p., d’ambrosio m., aiello N., Contrini C., Fusani P., Scartezzini f., Vender C., 2007 – Active constituents of Rhodiola rosea . 55th International Congress and Annual Meeting of the Society for Medicinal Plant Research. September 2-6, Graz, Austria. Planta Med; 73: Abstracts: P 269.

  12. d’ambrosio m, egger p., guerriero a.., komjanc m.,  Zini E. 2007 – Exploring chemical differences in five subpopulations of Hieracium pilosella L. by HPLC-ESI-MS/MS and comparison with genetic variability. 55th International Congress and Annual Meeting of the Society for Medicinal Plant Research. September 2-6, Graz, Austria. Planta Med; 73: Abstracts: P 910.