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Orientamenti per chi vuole iniziare a coltivare piante officinali Premessa
Con queste note la FIPPO cerca di fornire
a coloro che sono interessati a
intraprendere un’attività di coltivazione o trasformazione di piante
officinali, alcune informazioni utili per effettuare una scelta positiva
o negativa in maniera maggiormente motivata.
Produzione e consumo di piante officinali in Italia
Il consumo di piante medicinali ed aromatiche da parte dell’industria farmaceutica, alimentare, liquoristica, cosmetica ed erboristica è in continuo aumento in tutto il mondo.
Le domande più comuni che si pone il potenziale coltivatore
2.
quali terreni ed attrezzature sono necessari? 3.
quanta manodopera si deve avere a disposizione? 4.
quali macchinari sono necessari? 5.
quali sono i costi di produzione/trasformazione? 6.
quali sono le rese ed i redditi? 7.
come commercializzare i prodotti?
A
causa dell’elevato numero di speci officinali richieste dal
mercato ed in considerazione delle diverse situazioni
pedoclimatiche ed aziendali è molto difficile rispondere a
questa domanda e si dovrà valutare caso per caso quali siano le specie
più adatte. Una
volta definite le possibili piante coltivabili nell’azienda occorrerà
valutarne le possibilità di vendita e la remuneratività prendendo
contatti con le ditte di commercializzazione oppure con le industrie di
trasformazione che possono acquistare le piante essiccate oppure i
prodotti semilavorati. In
breve, non si dovrà mai coltivare senza conoscere la possibile via di
commercializzazione ed i prezzi minimi che si possono realizzare oppure
si dovrà ipotizzare, oltre alla coltivazione, la trasformazione in
azienda e la vendita in mercati di nicchia, che, in realtà particolari,
possono rivelarsi abbastanza remunerativi.
Logicamente
il terreno è il primo presupposto per la coltivazione. Si rifugga da
terreni infestati da erbe perenni, troppo sassosi oppure troppo
argillosi, ma si scelgano i terreni migliori come quelli che si usano
per le colture orticole. In caso di terreni incolti si tenga presente
che i migliori sono quelli che sono stati precedentemente coltivati a
prato stabile polifita. Le
attrezzature necessarie alla coltivazioni sono quelle che si usano
normalmente per una coltivazione orticola specializzata.
La
coltivazione delle piante officinali richiede per lo più un elevato
impiego di manodopera, che fa lievitare i costi di produzione. Se
la manodopera impiegata fa parte dell'impresa coltivatrice (è il caso
delle piccole aziende famigliari) essa creerà un redddito da lavoro
interno all'azienda, ma se si deve ricorrere a manodopera esterna, essa
contribuirà ad elevare i costi di produzione. Per
cui, nel programmare le coltivazioni officinali, la manodopera è uno
degli elementi fondamentali che può determinare le scelte di chi si
accinge a coltivare.
L'azienda
produttrice può avere diversi indirizzi:
- ottenere piantine da vendere sul mercato vivaistico ad altre
aziende coltivatrici
- produrre erbe fresche da vendere sui mercati ortofrutticoli
- ottenere piante o loro parti aeree essiccate da destinare
all'erboristeria oppure alle industrie estrattive
- produrre radici, tuberi, rizomi essiccati
- ottenere olii essenziali Le
macchine necessarie alla produzione di qualsiasi gruppo di piante sopra
elencato, sono in dotazione alle comuni aziende orticole e cioè quelle
che servono alla preparazione del terreno (trattrice, aratro, erpice)
all’esecuzione delle operazioni colturali (seminatrici,
trapiantatrici) ed al mantenimento delle colture (zappatrici,
sarchiatrici multiple, motocoltivatori per la lavorazione interfila) il
cui numero e la cui potenza dipenderà dall'indirizzo e della dimensione
aziendale.Per
produrre piantine da trapianto (primo indirizzo) sono necessari: - semenzaio a letto caldo, tunnel con copertura in film plastico oppure serre con le principali attrezzature (irrigazione, riscaldamento, ecc.) Per la produzione di erbe fresche si può fare riferimento a quelle attrezzature largamente usate dalle aziende che producono per esempio basilico: seminatrici di precisione per semina in cellette o contenitori alveolari, serre, ecc. Per la produzione di erbe essiccate e di radici, che è il caso più frequente, oltre alla attrezzature per la coltivazione, saranno necessarie le seguenti macchine: - raccoglitrici dimensionate alla grandezza delle superfici coltivate - essiccatoio (che è l'attrezzatura fondamentale) - taglierina per tagliare le erbe o le radici prima o dopo la essiccazione - selezionatrice per ottenere diversi tipi di assortimenti commerciali - macchine di pressaggio del prodotto secco e di confezionamento in balle - magazzini adeguati allo stoccaggio dalle piante medicinali e/o aromatiche prodotte. Per la produzione di olii essenziali (di menta, lavanda, timo, ecc.) è naturalmente necessario un distillatore, che solitamente è un'attrezzatura molto costosa Per la produzione di semi (anice, finocchio, cardo mariano, coriandolo, ecc.) è fondamentale disporre della seguente attrezzatura: - seminatrici di precisione con possibilità di semina da 13 a 70 cm - trebbiatrici (possono essere adottate quelle usuali con modifiche a seconda dei tipo di seme da produrre) - aree di essiccazione - magazzino Come si può notare da quanto detto finora, la coltivazione delle p.o. richiede un investimento in macchinari più elevato rispetto alle colture tradizionali perché rispetto a queste ultime necessitano di un grado di trasformazione più o meno spinto.
Un fattore che può contenere i costi di produzione è la disponibilità di manodopera aziendale. La produzione agricola a basso costo di mano d'opera è tipica delle famiglie coltivatrici. In caso contrario l’alto costo della mano d'opera salariata rende spesso improponibile ogni tipo di coltivazione, a meno che il ricorso a quest’ultima non sia limitato al massimo, grazie ad un’elevata tecnologia ed alla realizzazione di adeguate economie di scala, il chè tuttavia comporta investimenti in macchinari molto elevati. I macchinari per la raccolta e/o trasformazione delle p.o. (separatrici foglie/fusti, trance per taglio tisana ecc.) sono nella maggioranza dei casi di produzione straniera e quindi molto costosi e non sempre facili da procurare. Una soluzione per ovviare agli alti costi è quella di modificare o da soli o con l’aiuto di meccanici specializzati, macchine agricole destinate ad altre piante o alla lavorazione di altri prodotti.
I prezzi ottenibili per le piante medicinali ed aromatiche coltivate sono sempre correlati alla qualità del prodotto. Come scelta strategica e competitiva (superiore qualità dei prodotti e quindi prezzi di vendita più remunerativi), è opportuno adottare tecniche di coltivazione biologiche e/o biodinamiche. Tuttavia occorre tener conto che entrambe comportano costi di produzione, nonché capacità tecniche di gestione delle colture e dell’impresa più onerosi rispetto a quella convenzionale. Le piante medicinali ed aromatiche per essere commerciabili devono inoltre possedere i seguenti requisiti: - residui tossici (diserbanti, pesticidi, ecc.) nei limiti di legge - assenza di impurezze e contaminanti - sufficiente essiccazione del prodotto - carica batterica nei limiti di legge - aflatossine nei limiti di legge - metalli pesanti nei limiti di legge - contenuto di principi attivi secondo farmacopea o monografie relative al prodotto Queste caratteristiche possono essere ottenute solo con un’alta specializzazione ed adeguati macchinari di trasformazione ed ambienti di conservazione. La resa agronomica è molto influenzata dalla specie coltivata e dal tipo di prodotto che si vuol ottenere. Ad esempio un ettaro di camomilla fornisce in media 6 q di capoloni essiccati, un ettaro di menta circa 70 kg di olio essenziale ed un ettaro di lino 10-15 q di semi. Nel sud Italia dove la durata del periodo vegetativo è maggiore, la presenza dell’irrigazione permette di aumentare la produzione di massa verde e quindi di eseguire più tagli. Sempre al Sud, grazie alle temperature più elevate, i costi dell’ essiccazione sono minori. Relativamente ai prezzi, quelli praticati dai grossisti fanno riferimento al prezzo praticato a livello internazionale e per tanto sono bassi (in media 1, 5 €/kg di prodotto secco). Il prezzo poi, a causa delle dimensioni intrinseche del comparto, in relazione ai quantitativi di prodotto commercializzato a livello mondiale, è soggetto a notevoli oscillazioni cicliche collegate alla disponibilità dell’offerta. Ogni iniziativa di coltivazione, non dovrà tenere conto dei prezzi momentanei, specialmente se sono alti, ma dei prezzi medi avuti negli ultimi anni.
7. Come commercializzare i prodotti
Grosse partite Lo sbocco commerciale di queste produzioni potranno essere indifferentemente le industrie farmaceutiche, alimentari, liquoristiche, cosmetiche ed erboristiche Occorre tuttavia tener conto che mentre l’offerta delle officinali è piuttosto polverizzata, il commercio delle medesime è in mano a pochi grossisti, concentrati nel nord Italia. Nella maggior parte dei casi le partite trattate, a questi livelli, sono decisamente consistenti. In caso di grosse produzioni, per potere avere la certezza del collocamento del prodotto ottenuto, prima di iniziare a coltivare, è necessario concludere un contratto di vendita con i potenziali acquirenti. Da parte dell’industria tuttavia, una programmazione nel lungo periodo è oltremodo difficile, verificandosi spesso variazioni notevoli per prezzo, quantità e qualità da un raccolto all’altro. Qualora si intenda avvalersi di questo canale commerciale è indispensabile assicurarsi preliminarmente con adeguati contratti di coltivazione, che prevedano il ritiro del prodotto, e (come già anticipato) ipotizzare grossi investimenti sia per quanto riguarda le superfici che si intendono destinare alla coltivazione di piante officinali, sia per quanto riguarda l’aspetto finanziario collegato (adeguamento aziendale con attrezzature specifiche). In questo caso è consigliabile produrre piante medicinali ed aromatiche di consumo consolidato. Piccole partite Le maggiori richieste di informazioni sulle possibilità di coltivazione di piante medicinali piante medicinali ed aromatiche provengono però da aziende agricole situate in zone collinari e montane che dispongono di piccole superfici di terreno. Risulta particolarmente difficile per un produttore agricolo, che intenda diversificare la propria produzione sperimentando la coltivazione di piante officinali, proporsi come possibile fornitore dei grossisti e le coltivazioni con bassi volumi rischiano di non trovare acquirenti, indipendentemente dal prezzo e gli unici sbocchi commerciali di queste produzioni possono essere i laboratori cosmetico/erboristici. Un’altra strada possibile è la creazione di consorzi o cooperative che possono coltivare piante officinali da affiancate ad altre culture tradizionali. Per le aziende di piccole dimensioni, singole od associate in cooperative è opportuno cercare di valorizzare il prodotto occupandosi direttamente dell’intera filiera produttiva, trasformando e vendendo direttamente la materia prima lavorata. Ciò è più facile se si ha a disposizione un’azienda agrituristica, oppure se si opera in zone turisticamente sviluppate. La presenza del turismo aumenta moltissimo le possibilità di vendere il prodotto attraverso spacci di prodotti tipici locali o presso gli alberghi, oppure direttamente. Per le famiglie coltivatrici proprietarie di piccole aziende di collina montagna poste in luoghi lontani dall’inquinamento, un’altra possibilità oltre a quella della coltivazione è quella della raccolta spontanea. E’ questa un'attività che può essere fatta sia a tempo pieno, oppure nel tempo libero. In questo caso non ci sono problemi di investimenti e di alta specializzazione, come richiesto dalle coltivazioni, ma solo la conoscenza delle specie da raccogliere, del loro tempo balsamico e del processo ottimale per il loro essiccamento. Essendo le quantità giornaliere raccolte, molto basse, si potranno essiccare le piante medicinali ed aromatiche avvalendosi di telai posti in locali preesistenti, senza l’investimento in costose attrezzature. Le piante medicinali ed aromatiche spontanee più importanti da raccogliere sono: Iperico, Tiglio, Ononide, Santoreggia, Timo, Fumaria, Ortica, Equiseto, Achillea, Ginepro, Assenzio, Ruta. Occorre ricordare che la raccolta spontanea è regolamentata da leggi regionali. Le comunità montane e gli assessorati all’agricoltura incentivano e sovvenzionano in varia forma gli investimenti innovativi che possono consistere anche nell’acquisto di macchinari o nell’adattamento di locali per la trasformazione delle officinali. Occorre tuttavia tenere conto che in mancanza di una legge quadro di riordino del settore, il Ministero della Salute sta emanando delle circolari che adeguano la nostra legislazione a quella europea. Questo “adeguamento” preoccupa non poco i piccoli coltivatori e/o trasformatori perché esige una qualificazione del prodotto (analisi) i cui costi non sono assolutamente sostenibili da parte di piccole aziende o piccoli consorzi. Inoltre molti compratori richiedono già che il produttore fornisca la documentazione che garantisca l’adozione delle G.A.P. (Good Agricultural Practices) e delle H.A.C.C.P. (Hazard Analisis Critical Control Point) nelle varie fasi produttive. Occorre in fine sottolineare che per vendere anche semplicemente una tisana, occorre poter disporre del supporto di un’erborista. La legislazione attuale prevede infatti che qualsiasi formulazione erboristica messa in commercio sia garantita e certificata nella sua composizione da questa figura professionale.
Conclusioni
Per concludere vorremmo consigliare a coloro che volessero intraprenderea questo tipo di attività pensando che si tratti di un lavoro semplice in cui sia facile sfondare, che farebbero a meglio investire i loro sforzi in qualche altro settore, tema una crudele disillusione. Pensiamo invece che le persone seriamente motivate ed intenzionate a trovare la loro strada in maniera originale e con forte spirito imprenditoriale, hanno buone probabilità di riuscita. Con queste brevi note abbiamo cercato di inquadrare i principali problemi della produzione e raccolta di Piante Medicinali ed Aromatiche, senza pretendere tuttavia di essere stati esaurienti.
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